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Meglio controllare o delegare ? – Una recensione di Giuseppe Stinca 5/5 (1)

Quando il controllo inibisce la creatività

August 4, 2014 5:41 pm by: Category: Analysis, Business, Uncategorized Leave a comment A+ / A-

Giuseppe_Stinca_leve_controlloQuando qualche anno fa ebbi il privilegio ed il piacere di curare l’edizione italiana del testo di robert Simons “Leve di Controllo – i nuovi sistemi per guidare le imprese” – (Franco Angeli Editore, collana Management e Impresa) lo feci per assicurare al lettore di lingua italiana un contributo che ritenevo essenziale da parte di un prestigioso collega di Price Waterhouse e docente poi alla Harward Business School. Il testo, affermatosi negli Stati Uniti in brevissmo tempo, è divenuto poi anche un best seller nella versione italiana e come tale adottato da numerosi dirigenti d’impresa come utile guida  e stimolo ad affrontare processi decisionali e motivazionali complessi sotto una nuova luce. Organizzato come manuale operativo, il libro si indirizza a manager ed imprenditori per sostenerli nelle loro scelte strategiche prendendo in esame in modo critico ed anche mettendo pesantemente in discussione, l’efficacia dei vari processi di controllo in azienda e delle loro modolità d’applicazione.

Il manuale, che consiglio di leggere poiché ricco di spunti e di casi concreti sviscerati secondo la logica di immediata fruizione tipica dell’approccio americano, è tutttora di grande attualità. Vorrei quindi condividerne con voi in modo semplice i suoi contenuti essenziali, cercando di evitare eccessivi tecnicismi o lo slang tipico dei testi manageriali, perché credo possano essere applicati in vari contesti, non solo quelli aziendali per i quali il libro è stato originalmente ideato.

Il testo in pillole

Il testo ruota attorno ad una fondamentale tensione, ossia quella che si manifesta quando le modalità di comando-controllo che sono tradizionalmente impiegate in imprese di dimesione ridotta – da pochi impiegati sino ad alcune centinaia di effettivi – per il monitoraggio e la misurazione del raggiungimento degli obiettivi strettamente pianificati ed attesi, entrano in crisi quando applicati ad organizzazioni più grandi, o caratterizzate da una maggiore complessità ed operanti in mercati e contesti fortemente competitivi, in ambienti turbolenti. Perché? vediamolo insieme.

La tensione organizzativa e le origini del dilemma

Leve di Controllo – il cui titolo origianle “Levers of Controls. How Managers Use Innovative Control Systems to Drive Strategic Renewal” ben più centrato sullo scopo stesso del testo, tocca come preannunciato nel titolo stesso due aspetti cruciali: Sistemi di controllo e rinnovamento strategico. Banalizzando entrambi i concetti, si potrebbe ridurlo a “vediamo se vi sono sistemi che consentono di mantenere il controllo per un rinnovamento strategico”. Ed è qui il dilemma che andiamo a scoprire proprio perché i cosidddetti sistemi di controllo inibiscono la creatività, il coraggio di sperimentare e l’iniziativa individuale. Con la loro sistematica applicazione, si arriva quindi all’immobilismo decisionale che crea burocrazia, ingolfa la comunicazione, e focalizza l’attenzione della Direzione sull’osservaua delle regole e delle prassi consolidate anziché sui risultati.

Meglio allora responsabilizzare maggiormente tutti i collaboratori aumentando progressivamente la loro autonomia, e quindi rendendoli di riflesso più preposti alla creatività e propositività (gli anglosassoni chiamano questo Empowerment). Ma così facendo non si rischia di rendere le organizzazioni più esposte a nuovi rischi a causa di decisioni improprie assunte dai dipendenti in modo autonomo?

Ed ecco la sfida

La sfida é formidabile, ossia: – come promuovere un ambiente responsabilizzato a tutti i livelli e nel contempo non perderne il controllo? Forse attraverso l’adozione di prassi e procedure standardizzate, certo. Ma la standardizzazione non soffoca la creatività? Eppure quanta creatività desideriamo da coloro che operano i una centrale nucleare, in una catena di montaggio o in un laboratorio di analisi bio-chimiche piuttosto che nella dealing room di una banca?

È allora opportuno riflettere sulla validità o attualità di alcuni dei capisaldi delle teorie di controllo attualmente in voga  riconoscendo la fine delle strategie realizzative forzate dal tradizionale modello Top-Down (dall’alto in basso lungo la catena gerarchica) abbandonando la ricerca di standardizzazione estrema, e passando quindi a modelli di funzionamento trainati dai “clienti”, fondate sulla personalizzazione del prodotto o servizio, sull’innovazione continua e sulla rapidità di adattamento alle mutevoli eesigenze esterne e dell’ambiente.

Le quattro leve – dalla teoria alla pratica

Per rispondere al dilemma ed alle tesnioni innscate, Simons sviluppa il suo lavoro su quattro distinte direttrici – Le Leve di controllo – ove ognuna assume un suo peso una volta inserita nel contesto applicativo della strategia. in sintesi:

I sistemi di “credo”, che sollecitano e guidano la ricerca di nuove opportunità

I sistemi di “limite”, che delimitano i comportamenti volti alla ricerca di opportunità e servono a ridurre i irischi insiti in ogni tipo di organizzazione e settore

I sistemi di “controllo diagnostico”, che motivano, controllano, e premimano il raggiungimento di obiettivi specifici

I sistemi di “controllo interattivo”, che incoraggiano l’apprendimento organizzativo e la nascita di nuove idee e strategie

Un fattore importante è dato dall’interdipendenza delle quattro leve identificate che è molto marcata. Il testo è ricco di spunti e di idee di grande valore sia di carattere prettamente strategico che operativo. Particolare enfasi è dedicata alle leve motivazionali, ai sistemi incentivanti ed alla dimesnione umana: anche qui superando la logica spesso non più adeguata, della Direzione per Obiettivi.

Gli aspetti legati all’imprevedibilità comportamentale degli individui – talvolta percepita come irrazionale –  nell’ambito di ambiziosi programmi di di tasformazione o crescita organizzativa, sono sviluppati in una chiave estremamente innovativa ed in nessun caso essi sacrificano il fattore umano. Questo aspetto viene anzi enfatizzato proprio al’interno dello sviluppo dei sistemi di Controllo diagnostico, dove viene introdotto il concetto di redditività/efficacia della dirigenza.

 Il testo è pubblicato da:

 

Giuseppe_Stinca_Franco_Angeli_Leve_Controllo

 

 

 

 

 

 

 

Staying Tuned !

Giuseppe Stinca

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