Tuesday , 27 July 2021

Home » Lifestyle » A day in a life of » La Patagonia – Giuseppe Stinca intervista Lajko Maderni
La Patagonia – Giuseppe Stinca intervista Lajko Maderni<span class="rating-result after_title mr-filter rating-result-1512">	<span class="mr-star-rating">			    <i class="fa fa-star mr-star-full"></i>	    	    <i class="fa fa-star mr-star-full"></i>	    	    <i class="fa fa-star mr-star-full"></i>	    	    <i class="fa fa-star mr-star-full"></i>	    	    <i class="fa fa-star-half-o mr-star-half"></i>	    </span><span class="star-result">	4.5/5</span>			<span class="count">				(24)			</span>			</span>

La Patagonia – Giuseppe Stinca intervista Lajko Maderni

Esperienze di viaggio

July 19, 2015 2:28 pm by: Category: A day in a life of, Lifestyle, Travel Leave a comment A+ / A-

Lajko è un mio caro amico. Tipografo di formazione e nel contempo personaggio curioso, un tantino selvaggio, Lajko è un viaggiatore innato con l’hobby della fotografia ed una passione mai celata per la scoperta di culture ed etnie discoste, diverse da quelle occidentali frenetiche e prevalentemente orientate al consumo. In questo senso, Lajko è tutto tranne un turista convenzionale. Quando non viaggia, sta di certo documentandosi  ed attrezzandosi per prepararne uno nuovo… con i suoi ritmi, con la sua nozione del tempo e dello spazio che cerca di addomesticare a suo vantaggio e sempre alla ricerca dell’essenzialità.

Sapendo del suo viscerale amore per la Patagonia, non potevo mancare di richiedergli una testimonianza, attraverso il suo angolo molto particolare di osservazione e la sua capacità di cogliere momenti e frammenti di cultura popolare che un “normale” turista difficilmente catturerebbe. Ah, dimenticavo, Lajko è anche un buongustaio e… di questo ne avrete ampia conferma più avanti.

Patagonia_MappaLa Patagonia è una regione geografica dell’America meridionale, che comprende l’estremità meridionale del continente. È divisa tra Argentina e Cile, ha un’estensione di oltre 900.000 km² (comprendendo la Terra del Fuoco), una popolazione di 1.740.000 abitanti (secondo l’ultimo censimento nel 2001) e una densità di 2,21 abitanti/km².

 Il suo territorio è delimitato geograficamente ad ovest e a sud dalle Ande, e ad est da plateau e bassipiani. La regione deve il suo nome ai Patagoni, termine usato da Ferdinando Magellano per indicare i nativi di quelle terre – oggi identificati dalle tribù dei Tehuelche e degli Aonikenk -, che lui scambiò per giganti.

L’alta piovosità delle Ande occidentali (le Ande bagnate) e le temperature più basse delle acque superficiali04_Una-giornata-piovosa del mare generano masse d’aria fredda e umida, che contribuiscono al mantenimento dei campi glaciali e dei ghiacciai, che sono i più grandi nell’emisfero sud fuori dell’Antartide. Tra le depressioni di cui il plateau è intersecato trasversalmente, la principale è il Gualichu, a sud del Río Negro, seguita dal Maquinchao e Valcheta. Il tratto andino che la costeggia è detto Cordigliera Patagonica, con le cime San Valentín (4058 m), la cima massima della Patagonia, San Lorenzo (3700 m), Cerro Tronador (3554 m), Fitz Roy (3405 m). Questo tratto ha grandi campi glaciali e zone boscose subantartiche. Il clima è freddo e molto umido.

La Patagonia occidentale è il versante che si affaccia sull’Oceano Pacifico, caratterizzato da fiordi e da stretti con zone boscose. Il clima qui è generalmente molto umido.

1. Lajko, da dove deriva questo tuo amore per la Patagonia?

È soprattutto grazie alle letture che mi sono innamorato della Patagonia. Francisco Coloane, Bruce Chatwin, Luis Sepúlveda hanno parlato nei loro libri in modo esteso della Patagonia.In_Patagonia_Book

Citando Bruce Chatwin, la Patagonia é “un’amante difficile. Lancia il suo incantesimo. Un’ammaliatrice! Ti stringe nelle sue braccia e non ti lascia più”. In realtà o la ami o la odi. Io sono rimasto colpito dal suo «cielo basso», dai grandi orizzonti, dai suoi colori, ma anche dalla sua ridotta densità di popolazione (solo 2,2 abitanti per km²).

00_Isla-Magdalena-05_pinguiniEsistono però anche variazioni climatiche importanti indotte dall’uomo che non si possono ignorare. La diminuzione dello strato di ozono sopra il polo Sud è stata indicata come causa di cecità e di cancro della pelle delle pecore della Tierra del Fuego, e questo fenomeno desta preoccupazioni per la salute e l’integrità degli ecosistemi. Speriamo che i grandi del pianeta se ne accorgano e vi pongano rimedio prima che sia troppo tardi.

2. Come ti sei organizzato, quali le principali tappe? Luoghi e regioni visitate? Come scegli le priorità? Hai fatto tutto da solo o ti sei affidato a delle agenzie specializzate?

La Patagonia andrebbe visitata con un fuoristrada, tenendo in considerazione che la sua superficie di 900’000 km² equivale a 21 volte la Svizzera, oppure come ho fatto io utilizzando i mezzi pubblici, con non pochi sforzi di adattamento.

02_Essenziale-e-a-bsso-costoJPGQuando arrivi in una città puoi cercare un alloggio in un albergo, in una pensione o meglio ancora presso un abitante che trovi solitamente al terminal dei bus. Basta avere un po’ di fiducia nella gente e il budget a disposizione giornalmente per l’alloggio scende immediatamente dai 100/150 CHF per due persone a 10/30 CHF. L’ospitalità è massima, certo bisogna adattarsi un po’, ma ci si abitua. Ad ogni tappa ti puoi fermare alcuni giorni a seconda dei tuoi interessi e dei tuoi ritmi.
Con le idee già chiare su quello che vuoi fare, ecco perché è bene preparare con necessario anticipo il viaggio e le tappe, vai in un’agenzia di viaggi locale, ce ne sono tante e così organizzi le tue visite, puoi anche chiedere ad un taxista di portarti a vedere quello che desideri, ma anche qui devi avere le idee chiare su ciò che intendi esplorare…

00_VolpeIn Patagonia ci sono stato ben tre volte, l’importante è non pretendere di vedere tutto, ma «accontentarsi» di vedere bene! Questo è un po’ il mio stile di viaggio.

3. Hai qualche esperienza particolare, un momento unico, vissuto durante il tuo viaggio in Patagonia che ti senti di condividere. Cosa ti ha lasciato?

Anche se la Patagonia è molto ben organizzata turisticamente, bisogna aspettarsi qualche piccolo contrattempo. Siamo partiti una mattina alle 08:00, con una guida e una coppia cilena, in direzione di Chile Chico. Abbiamo visto posti incantevoli, incontrato poche persone, arrivati a pochi km da Chile Chico dove ci è stato detto che il traghetto era sospeso per motivi di ordine burocratico.

03_Immersi-nel-silenzioCi siamo fermati in una capanna in riva al lago immersi nel silenzio più assoluto e ripreso il viaggio il giorno dopo. Dopo aver visto un numero enorme di angoli magnifici facciamo ritorno verso Coyhaique, da dove eravamo partiti. Su una strada sterrata il nostro fuori strada si è fermato. Dopo ca. un’ora è passata un’auto che ha dato un passaggio al nostro autista e noi siamo rimasti in mezzo alla natura. Passa ancora un’ora e passa un vecchio furgoncino Volkswagen anni 60 (quello degli hippie per intenderci). Scende uno spagnolo che ci offre un passaggio ma essendo rimasto quasi a secco si prende “in prestito” un po’ di benzina.

03_Bloccati-sulla-carretera-australVia, si riparte! Mezz’ora di strada e incrociamo il nostro primo autista che era venuto a prenderci. Altro trasbordo di persone e bagagli e via senza più tappe… si pensava, quando a qualche centinaio di metri dall’ultima salita le fiamme escono dal nostro motore. Dietro front si ritorna in folle verso alcune case poste ai piedi del passo e riparazione alle belle e meglio. Avevamo un appuntamento alle 20:00 per andare a cena con un personaggio locale e gustare qualche piatto tipico della regione, siamo arrivati alle 02:00 in albergo e l’amico era ancora lì ad aspettarci… se questa non è ospitalità…!

4. Cosa ti ha colpito maggiormente di questo enorme Paese?

06_La-sera_bimbaPrima di tutto la gente: la Patagonia è un crogiolo di genti, di culture, basta aprire un elenco telefonico e si incontrano cognomi di origine spagnola, italiana, tedesca, inglese, gallese, svizzera francese, russa, slava, senza scordare la presenza dei nativi indiani.

E poi come dimenticare gli occhi e la gioia dei bambini che si divertono con un niente.

00_Parco-Torre-del-Paine_mulattieraLa natura così grandiosa, così selvaggia, così variegata. Le Ande con le sue maestose vette innevate, i ghiacciai, il Perito Moreno su tutti, le foreste, i laghi, i fiumi incontaminati.

E poi il cibo: nel quale si ritrovano le origini dei popoli emigrati. Salsicce affumicate, gulasch, fondue al formaggio, spätzli ripieni di mozzarella e prosciutto, agnello, carne di manzo, frutti di mare, cioccolata e poi quello che è considerato uno dei piatti più caratteristici locali: il Curanto che è un piatto che ha origine nell’isola di Chiloè – la più grande, situata nel sud del Cile lunga 180 chilometri e larga 50 -. Anche qui bisogna prendersi il tempo. Per i più appassionati, o ghiottoni come me, eccovi servita la ricetta del Curanto:

Curanto in pentola chiamato Curanto “en pulmay”

Questa è una delle tante ricette per preparare in casa il Curanto, si possono aggiungere altri frutti di mare eCuranto_fumo crostacei a piacimento. La tradizionale prevede di cuocere gli ingredienti preparando un buco nel giardino, inserire delle pietre bollenti e quindi tutte le cibarie, senza i liquidi e ricoprire con foglie di cavolo. In questo caso si chiama Curanto en hoyo. Se non avete il giardino, mi raccomando non fate il buco sul terrazzo!


Ingredienti per sei persone:
600 grammi di vongole – 6 pezzi di pollo – 300 grammi di costine affumicate – 3 salsicce – 6 patate – 3 denti004_Curanto_fuoco di aglio – ½ litro di vino bianco – 600 gr di costolette di maiale – foglie di cavolo – 1 litro di brodo di pesce o di pollo – peperoncino (dosi secondo lo stato d’animo dei commensali…) – sale e olio.

Preparazione:
Tritare la cipolla grossolanamente, il peperone a strisce, schiacciare l’aglio e il peperoncino a pezzi. Far sudare le verdure in una pentola capiente, aggiungere la carne salata e pepata, coprire con foglie di cavolo precedentemente sbianchite.

Aggiungere le patate non sbucciate, coprire04_Curanto-Pulmay con foglie di cavolo, sopra queste mettere i frutti di mare, bagnare con vino bianco, ricoprire con foglie di cavolo, aggiungere il brodo, coprire e bollire per 40/50 minuti. E poi, gustatevi questa prelibatezza!

 

5. Cosa raccomanderesti a chi volesse avvicinarsi a questa cultura? Quanto tempo consigli si debba spendere in loco per comprendere un minimo della loro realtà?

06_Fuerte-Bulnes-scoglieraPrima di partire bisogna leggere, documentarsi. Ho già citato Francisco Coloane, uno dei più grandi romanzieri latino americani del ‘900, Bruce Chatwin, Luis Sepúlveda, Esteban Lucas Bridges e Alejandra Pizarnik. Ve li consiglio caldamente, vi appassionerete quanto me a questa stupenda regione. In tre viaggi ho passato ca. 10 settimane in loco, ho visto tanto ma so che ho ancora tanto da vedere. L’importante, come già detto, è non avere fretta.

Citando Luis Sepúlveda in Patagonia express: “L’orologio serve a pesare i ritardi. Anche l’orologio si guasta, e così, allo stesso modo in cui le auto perdono olio, l’orologio perde tempo.”

6. Ci torneresti? Cosa andresti ad approfondire? Cosa lasceresti a casa?

04_Lago-Pehoe-nel-parco-Torres-del-PaineCerto, ci tornerò di sicuro, con l’idea di approfondire la conoscenza delle persone, dei modi e delle culture. In Patagonia basta andare in un bar e trovi sempre qualcuno che ti parla per il piacere di parlare. Cosa lascerei a casa, beh, lascerei a casa la data del ritorno…proprio perché qui è importante “perdere tempo”.

Per finire, ora lo sapete bene, la Patagonia si divide fra Argentina e Cile ma per me è sempre e solo straordinaria Patagonia.

8. Grazie per la bella testimonianza, per la tua sensibilità e per i consigli di viaggio e soprattutto per la tua nozione del tempo. Ti aspettiamo per un’altra vissuta ed emozionante avventura. Buon viaggio Lajko!

Intervista di Giuseppe Stinca a Lajko Maderni per

Staying Tuned !

PLEASE RATE THIS

La Patagonia – Giuseppe Stinca intervista Lajko Maderni Reviewed by on . Lajko è un mio caro amico. Tipografo di formazione e nel contempo personaggio curioso, un tantino selvaggio, Lajko è un viaggiatore innato con l’hobby della fot Lajko è un mio caro amico. Tipografo di formazione e nel contempo personaggio curioso, un tantino selvaggio, Lajko è un viaggiatore innato con l’hobby della fot Rating: 0

Leave a Comment

You must be logged in to post a comment.

[TheChamp-Login]
scroll to top